Gestione della reputazione nel mondo digitale: insulti e diffusione sui social media e tutela legale
Sebbene internet e i social media appaiano come lo spazio più ampio per la libertà di espressione, questo spazio non promette una libertà illimitata. I reati commessi nascondendosi dietro una tastiera e gli attacchi ai diritti della personalità sono soggetti a gravi sanzioni ai sensi del Codice penale turco e del Codice civile. In Kubat Diritto, esaminiamo i modi per proteggere la vostra reputazione contro le ingiustizie che subite nel mondo digitale.
1. I reati più frequentemente commessi sui social media
Contrariamente a quanto si crede, molti atti compiuti nel mondo virtuale superano i limiti dello "scherzo" o della "critica" e costituiscono reato:
Ingiuria/diffamazione (CP turco art. 125): attribuire a una persona un atto o un fatto concreto idoneo a lederne l'onore, la dignità e la reputazione, oppure insultarla. Le ingiurie commesse tramite i social media sono considerate "commesse pubblicamente" e costituiscono pertanto una causa di aumento della pena.
Violazione della riservatezza delle comunicazioni: fare uno screenshot di messaggi privati (DM) e condividerli (divulgarli) senza il consenso dell'altra parte.
Violazione della vita privata: la condivisione non consensuale di foto, video o informazioni appartenenti alle sfere private di una persona che dovrebbero restare riservate.
Diffusione illecita di dati personali: distribuire il numero di telefono, l'indirizzo o i dati identificativi di una persona senza consenso.
2. La linea sottile tra "critica" e "ingiuria"
Il nostro sistema giuridico tutela la libertà di espressione; tuttavia, questa libertà finisce dove iniziano i diritti della personalità altrui. Sebbene i politici, gli artisti o i personaggi pubblici debbano sopportare critiche dure, gli insulti, l'umiliazione o la derisione delle caratteristiche fisiche/psichiche di una persona non sono "critica dura" ma ingiuria.
3. Il primo passo nel momento del danno: la conservazione delle prove
I contenuti sui social media possono essere cancellati in pochi secondi. Per questo il successo del processo legale dipende dalla corretta raccolta delle prove:
Screenshot: vanno acquisiti screenshot in cui siano visibili il contenuto, le informazioni del profilo di chi lo condivide e la data.
Indirizzo URL: il link diretto del post deve essere salvato.
Asseverazione notarile (e-accertamento): nelle controversie molto critiche, a fronte della possibilità che il contenuto venga cancellato, è possibile effettuare la registrazione ufficiale della presenza del contenuto in quel momento tramite il sistema di e-accertamento dell'Unione dei Notai.
4. Vie di ricorso legali e penali
Quando subite un attacco digitale, in Kubat Diritto avviamo i seguenti processi:
Blocco dell'accesso e rimozione del contenuto: nell'ambito della Legge n. 5651, il ricorso urgente al Giudice di Pace penale per la rimozione del contenuto che viola i diritti della personalità.
Denuncia penale: presentazione di una denuncia alla Procura della Repubblica per l'identificazione e la punizione dell'autore.
Azione di risarcimento del danno morale: una richiesta di risarcimento patrimoniale/morale per la distruzione causata nel mondo psichico della persona e la perdita di reputazione.
5. Kubat Diritto: il difensore dei vostri diritti digitali
Le tracce su internet possono essere cancellate, ma i danni causati possono essere permanenti. Restare in silenzio di fronte al cyberbullismo, all'assassinio della reputazione o all'uso non autorizzato dei vostri dati può incoraggiare gli aggressori. Con la sua esperienza nel campo del diritto dell'informatica, Kubat Diritto pone la vostra presenza e la vostra reputazione nel mondo digitale sotto tutela legale.
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