La ferita invisibile della vita lavorativa: il mobbing (molestie psicologiche) e i rimedi legali del lavoratore
Oggi il mondo degli affari è gestito non solo con il lavoro fisico, ma anche con un intenso processo psicologico. Tuttavia, non ogni ambiente competitivo è "sano". Gli approcci contrari all'etica che una o più persone applicano in modo sistematico a una determinata persona sul luogo di lavoro sono definiti, nella letteratura giuridica, come mobbing (molestie psicologiche). Quali comportamenti, dunque, sono considerati mobbing e cosa dovrebbe fare il lavoratore che si trova in questa situazione?
1. I criteri perché un comportamento sia considerato mobbing
Non ogni discussione di lavoro o ogni stile gestionale duro è mobbing. Alla luce della Corte di Cassazione e delle norme internazionali, affinché un atto sia riconosciuto come mobbing deve presentare i seguenti elementi:
Continuità: gli atti non sono casuali, ma distribuiti su un certo periodo di tempo (in genere almeno 6 mesi).
Sistematicità: i comportamenti si ripetono in successione e servono a uno scopo preciso (intimidire il lavoratore, costringerlo a dimettersi).
Prendere di mira la persona: l'esclusione del lavoratore, la limitazione ingiustificata dei suoi poteri o l'assegnazione di compiti molto al di sotto della sua competenza.
2. Segnali del mobbing: con cosa potreste confrontarvi?
Il mobbing il più delle volte non comporta violenza fisica; è un assedio psicologico:
Esclusione dalla vita sociale (non essere invitati alle riunioni, isolamento della postazione).
Critica ingiusta e costante delle prestazioni lavorative.
Molestie verbali, allusioni o umiliazione davanti agli altri.
Assegnazione di compiti molto al di sotto delle proprie capacità, in modo da minare la fiducia in sé del lavoratore.
3. Mezzi di prova contro il mobbing: "provare l'invisibile"
Nelle cause di mobbing, la maggiore difficoltà è la fase della prova. Tuttavia, consapevole della difficoltà di questa situazione, il sistema giuridico offre una "facilitazione probatoria". Consigliamo ai nostri clienti i seguenti preparativi:
Diario del mobbing: annotare gli eventi accaduti specificando data, ora e luogo.
Prove digitali: e-mail, messaggi WhatsApp e altre registrazioni digitali.
Referti medici: referti del medico che attestino gli effetti psicologici o fisici dello stress subito.
Testimonianze: le dichiarazioni dei colleghi che hanno assistito agli eventi.
4. Quali sono i diritti legali del lavoratore?
Un lavoratore sottoposto a mobbing non è tenuto a tacere né a dimettersi rinunciando ai propri diritti. In Kubat Diritto, in questo processo seguiamo le seguenti vie:
Risoluzione per giusta causa: il lavoratore può risolvere unilateralmente il contratto di lavoro senza attendere il termine di preavviso e così avere diritto all'indennità di anzianità.
Risarcimento patrimoniale e morale: può essere proposta un'azione di risarcimento per il logoramento subito e l'attacco ai diritti della personalità.
Risarcimento per malafede: se ricorrono le condizioni, può essere richiesto al datore di lavoro un risarcimento aggiuntivo.
Disciplina e denuncia: ricorso ai meccanismi interni dell'azienda o ai canali del Ministero del Lavoro (linea ALO 170).
5. L'approccio di Kubat Diritto: siamo consapevoli dei vostri diritti
Il mobbing non è solo una controversia legale, ma anche una questione di diritti umani. La vostra serenità e la vostra salute mentale sul lavoro valgono più della vostra carriera. Con il suo team professionale, Kubat Diritto è al vostro fianco durante questo difficile processo — dalla raccolta delle prove alla conclusione della causa — formando uno scudo legale contro le ingiustizie che avete subito nella vostra vita professionale.
Per ulteriori informazioni, si prega di contattarci.

